50 anni di Gavi Doc: ritorno alle origini

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Cinquant’anni! Un traguardo importante, specie nel mondo del vino italico, che non vede tante denominazioni di origine vantare storie tanto lunghe. Per festeggiarlo degnamente, e magari farne un trampolino di lancio per una riconquista del mercato nazionale, il Consorzio Tutela del Gavi (l’organo che dal 1993 vigila sulla denominazione, DOCG dal 1998) ha pensato a un “ritorno alle origini”.

Correva l’anno 1974 quando il Cortese di Gavi entrò a far parte delle DOC nazionali, istituite con l’obiettivo di valorizzare i prodotti di qualità rappresentativi di una specifica area territoriale. A quel tempo, e anche prima, già dal finire degli anni Sessanta, il Gavi era un vino assai apprezzato e conosciuto non solo localmente, ma anche nel Centro Italia, in special modo nei “salotti buoni” della Capitale. Col passare dei decenni, di questo vino bianco piemontese, prodotto con uve cortese, si è sentito parlare sempre meno.

Negli ultimi anni la riscoperta c’è stata soprattutto all’estero: sicuramente come prodotto per completare la gamma, “a traino” delle pregiate denominazioni rossiste del Piemonte, ma anche per un’indubbia crescita di consapevolezza e qualità da parte dei produttori. Per cui oggi, nell’anno del cinquantesimo, ripartire da Roma con la campagna di comunicazione ha anche un valore simbolico.

Principessa Gavia nuova etichetta vino Consorzio

“E’ un anniversario importante, un traguardo storico: premia il lungo percorso, l’impegno e la dedizione dei produttori che, insieme, hanno costruito la reputazione di un vino oggi presente in oltre 100 paesi nel mondo”, ha raccontato Maurizio Montobbio,  presidente del Consorzio Tutela, durante una serata conviviale tenutasi nel ristorante Assunta Madre. “Ci sentiamo come quelle persone che vanno a visitare lontani parenti, che non vedono da molti anni, ai quali vogliono presentare i figli ormai cresciuti. Il nostro Gavi è maturato tanto negli anni, sia dal punto di vista della qualità media delle produzioni, che in quello della riconoscibilità e presenza sui mercati, specie internazionali. Con un ciclo di eventi che si svolgeranno durante tutto il 2024 vogliamo tornare a stimolare un po’ l’Italia a conoscere non solo questo vino, ma anche il territorio che lo produce, che è cresciuto nel tempo insieme al vino, sia come capacità di offerta che di accoglienza”.

Gli oltre 1600 ettari di uva cortese compresi negli 11 comuni della provincia di Alessandria – Bosio, Carrosio, Capriata d’Orba, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo – rappresentano la quasi totalità della produzione nazionale di questo vitigno, che nell’angolo più orientale del Sud del Piemonte, al confine con la Liguria, ha trovato la sua massima espressione.

Dalla sua nascita la denominazione del Gavi ha conosciuto una costante crescita: in particolare negli ultimi 20 anni: + 58% di superficie vitata, da 1021 a 1600 ettari; + 75 % di bottiglie prodotte, da 8 a 14 milioni; oltre l’85 % della produzione destinato all’export; 180 tra produttori, vinificatori e imbottigliatori sono soci del Consorzio; 65 milioni di fatturato delle aziende produttrici e 5000 persone impiegate nella filiera.

Sono numeri molto positivi, che suggellano l’affermazione di questo bianco piemontese, confermata anche nel 2023 appena concluso, con oltre 14 mln di bottiglie vendute e la presenza fissa del Gavi sui principali mercati internazionali, in particolare in UK, USA e Germania.

Questo traguardo è stato raggiunto grazie alla sempre crescente dedizione dei singoli produttori che, forti della vocazione del proprio territorio, hanno cercato di portare nel bicchiere un vino capace di esprimere la tipicità di quelle vigne. Non ultima, la scelta sempre più diffusa, sostenuta dal Consorzio, di una viticoltura non invasiva e di precisione, con investimenti in progetti di analisi agronomica e meteorologica sul territorio per rispettare il più possibile quella biodiversità che è la grande ricchezza del patrimonio vinicolo italiano.

Venendo a qualche dettaglio della serata romana, che dire? La sequenza dei vini, sia fermi che effervescenti, ha confermato la grande versatilità a tavola e la longevità di questo vino. Le bottiglie proposte venivano dalle due fasce principali in cui è possibile suddividere il territorio di produzione del Gavi: quella settentrionale, fatta di suoli di colore rossastro, a prevalenza argillosa e ricchi di ferro, da dove provengono i vini di maggior corpo e larghezza; e quella più centrale, delle terre bianche, con un’alternanza di marne e arenarie ricche di elementi fossili, che donano ai vini maggior finezza e sapidità. Un bianco, insomma, capace di accompagnare tutto il pasto, spiccando nelle migliori espressioni per freschezza e profondità di sapore.

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Franco Santini

Franco Santini (santini@acquabuona.it), abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri. Pian piano, da argomenti tecnico-scientifici è passato al vino e all’enogastronomia, e ora non vuol sentire parlare d’altro! Grande conoscitore della realtà vitivinicola abruzzese, sta allargando sempre più i suoi “confini” al resto dell’Italia enoica. Sceglie le sue mète di viaggio a partire dalla superficie vitata del luogo, e costringe la sua povera compagna ad aiutarlo nella missione di tenere alto il consumo medio di vino pro-capite del paese!

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Franco Santini (santini@acquabuona.it), abruzzese, ingegnere per mestiere, giornalista per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri. Pian piano, da argomenti tecnico-scientifici è passato al vino e all’enogastronomia, e ora non vuol sentire parlare d’altro! Grande conoscitore della realtà vitivinicola abruzzese, sta allargando sempre più i suoi “confini” al resto dell’Italia enoica. Sceglie le sue mète di viaggio a partire dalla superficie vitata del luogo, e costringe la sua povera compagna ad aiutarlo nella missione di tenere alto il consumo medio di vino pro-capite del paese!

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