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Fra Vernaccia e Rebula, fra San Gimignano e Brda

DSCN0328Chi ama i vini di carattere, soprattutto se bianchi, non può rimanere indifferente quando si evoca la parola Collio, una delle zone più preziose del vigneto Friuli, e dell’intera Italia vitivinicola. Ma il Friuli è terra di confine, ed una zona così vocata non si interrompe per i capricci della geografia. Se si oltrepassa il confine entrando in Slovenia, infatti, il Collio diventa Brda, oppure, a metterla giù dal nostro punto di osservazione, la Brda è il Collio sloveno.

Un confine che è stato anche doloroso e che si è spostato spesso, vigneti-jaconciclasciando a terra molto sangue; molte famiglie hanno visto cambiare di “nazionalità” più volte i propri vigneti, anche quattro volte in quattro generazioni, e alla fine hanno potuto sceglierla arbitrariamente magari anche per semplice convenienza burocratica, perché alla fine la burocrazia italiana è sempre la più ostica. Alla fine, il 70 per cento del Collio è proprio sloveno e, venendo meno per un attimo a doveri campanilistici, si può ammettere come abbia mantenuto una maggiore integrità contadina, traendone naturalmente positive conseguenze paesaggistiche.

DSCN0339Ed è la Brda che quest’anno il Consorzio della Vernaccia di San Gimignano ha scelto di far incontrare con la sua terra in occasione della presentazione delle nuove annate, nella suggestiva sala intitolata a Dante Alighieri, dove il sommo poeta si presentò come ambasciatore della lega Guelfa.

Sotto la regia di Giancarlo Gariglio, curatore della guida Slow Wine, nella consueta degustazione l’attenzione si è concentrata su una delle uve più coltivate, la Rebula, che, come non si fatica a intuire, non è altro che la “nostra” Ribolla. Il succo di questa uva è piuttosto neutro, e le doti maggiori del vino che se ne trae sono le suggestioni minerali e la sapidità, la beva solida e la propensione all’invecchiamento, caratteristica comune con la Vernaccia. Ancora, come nel borgo senese, la tradizione non contempla macerazioni lunghe (piuttosto, è quella di lasciare salire il cappello del pigiato mantenendo il contatto con bucce due giorni ed una notte) anche se poi anche da quelle parti c’è chi prova strade diverse, come uno dei produttori invitati, Blasic, che realizza una Rebula dove invece la macerazone dura una settimana.

Dalla Goriška Brda

DSCN0323Autentico viticoltore di confine (confine che passa praticamente per l sua cantina, un po’ di vigneti in Italia e un po’ in Slovenia), Borut Blažič prosegue l’attività iniziata dal suo bisnonno. Il colore della sua Goriška Brda Rebula 2011 (sei mesi di maturazione in acciao) è deciso e il naso è comunicativo all’insegna delle note di tè, tisane e dei fiori gialli; la beva è di bello spessore e vellutata, decisa, ancora giovane con qualche spigolo alcolico, e mostra buona acidità. Lunga scia saporita nel finale.

La Goriška Brda Rebula 2011 di Kristančič, azienda sulla breccia dagli anni ’80, ha colore giallo scarico, ed un olfatto delicato improntato sui fiori bianchi e sulle sensazioni di confetto. È un vino equilibrato, leggero e brillante, sostenuto da buona acidità, con una beva che mostra una bella linea fresca, agrumata, con una punta amarognola ed un finale che spinge deciso.

DSCN0325La cooperativa Cantina Goriška Brda è di proprietà dei suoi membri; fu fondata nel 1922 dai coloni dei villaggi di Fojana e Barbana ma la sua storia moderna è iniziata nel 1957 ed oggi la sua cantina può contenere 18 milioni di litri di vino. La Goriška Brda Rebula Quercus 2011 mostra un naso elegantemente agrumato, fresco, che anticipa una beva di spessore e spalla, che si distende in progressione, saporita, succosa e con una bella espansione nel finale.

Una famiglia impegnata nella sua interezza nel lavoro della terra in un bellissimo contesto paesaggistico. Questa l’immagine che rimanda l’azienda Jakončič, e la sua Goriška Brda Rebula 2011 mette in mostra una solida impronta minerale già all’olfatto che con l’ossigenazione, si completa con note erbose e candite La conferma avviene in un bocca “rocciosa”, equilibrata, che non sfoggia grandi espansioni o progressioni ma è comunque lunga nel finale.

Situata nei pressi di uno dei borghi più ameni della zona (Visnievik), l’azienda Valter Sirk è relativamente recente (1991). La Goriška Brda Rebula 2010 mostra qualche residuo carbonico nel calice, ed al naso stenta inizialmente ad esprimersi, mettendo poi in mostra toni vegetali e di erba tagliata piuttosto penetranti. Comunque, buono spessore nella beva.

Da San Gimignano

DSCN0327Alla Biscondola, la vigna di Poderi del Paradiso che ha ormai quasi 25 anni, si vendemmia anche ai primi ottobre grazie alla buona acidità che il suolo conferisce alle uve, e la raccolta avviene con rese molto basse. L’uso del rovere, inizialmente piuttosto deciso, si è ridotto oggi a qualche mese di barrique sul 20% della massa. Inizialmente timida al naso, la Vernaccia di San Gimignano Biscondola 2011 regala poi buone sensazioni di tè e fiori gialli, quindi una bella presenza in una beva espressiva fin dall’attacco, e che si mantiene saporita e tesa fino al finale.

Il territorio di Fontaleoni sta a nord del Borgo, direzione Certaldo, e comprende 30 ettari di vigne di cui 15 di Vernaccia, ripartiti in tre corpi con varie esposizioni; da quest’anno le procedure in campagna seguono le regole del biologico. La vigna della Vernaccia di San Gimignano Casanuova 2010 ha 23 anni ed è esposta a nord-est; il vino è elegante, fresco e penetrante e, seppur non saporitissomo o esplosivo, è delicato e teso.

DSCN0328Il territorio di Colombaio di Santa Chiara è a sud ovest, direzione Volterra. Il vigneto Campo della Pieve è uno più alti, ed è interessato da buone escursioni termiche. La Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2010 ha colore deciso e note di Agrume maturo di o, buona intensità al naso. L’ingresso in bocca è deciso, ancora agrumato ed accompagnato da cenni dolci di pasticceria; la beva spessa e cremosa, è assai espressiva, anche minerale, pirica, potente ed espansiva; il finale, assai sapido, è quasi esplosivo

Il Palagione è l’ultima azienda del comprensorio prima dell’inizio della provincia di Pisa in direzione Volterra, con 10 ettari di vigneti dei quali 5,5 a bacca rossa, 4,5 a bacca bianca, 3,5 di Vernaccia. La Vernaccia di San Gimignano Riserva Ori 2010 mostra un naso sfaccettato, floreale, limpido, ed una beva di bella tessitura, di grande equilibrio acido, forse un po’ addolcita verso il finale.

DSCN0336La storia di Elisabetta Fagiuoli a Montenidoli (da monte dei nidi) è iniziata nel ’65 con l’arrivo in una terra abbandonata ed intatta. Come spesso accade, anche quest’anno nel suo intervento ha detto cose affascinanti e allo stesso tempo ragionevoli: ad esempio, che preferisce imbottigliare a fine agosto con la luna calante, perché le sembra che in quei giorni l’estate, e la natura, si fermino così come le sembra che si fermi l’inverno alla fine di gennaio. Che l’esasperazione del concetto di vino naturale è pericolosa perché le uve si deteriorano, e ci vuole la mano dell’uomo, anche nell’aggiungere la solforosa seguendo il proprio buonsenso. Le condizioni dell’annata 2009, per esempio, hanno consentito un buon livello di “naturalità” e per questo i vini avranno ancora vita lunga.

DSCN0313La Vernaccia di San Gimignano Fiore 2009, da una vigna più che quarantennale, è potente spessa ed allo stesso tempo equilibrata, intensa, elegantemente minerale e floreale. Si avverte in bocca una Espansione tranquilla e progressiva sulle note di fiori gialli, lungo un binario di piacevole scorrevolezza.

Da Vincenzo negli anno ’50 a Letizia, solida presidente del Consorzio, la Vernaccia di Cesani è ormai un classico della tipologia; e la Vernaccia di San Gimignano Sanice 2009 è intensa e persistente al naso, ed ha ampia tessitura di beva, delicatezza di espressione, è fresca ed equilibrata, con una lunga scia nel finale elegante.

L’immagine del vigneto della Brda è tratta dal sito del produttore Jakončič

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