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Amore al primo sorso: il Fumin firmato Les Crêtes

Fumin Ne bastano, due, tre sorsi e me ne innamoro. E solo dopo scopro che non è uno dei tanti. Eh, no! Si tratta di un vino da estimatori, un vino ammaliatore… Il suo nome è Fumin ed è uno dei capolavori dell’azienda Les Crêtes (Val d’Aosta) che fa capo a Costantino Charrère e alla sua bella famiglia. Mi documento e scopro un favoloso mondo, che spero di poter trasmettere anche a voi perché sono certa, anche se ancora non ho avuto modo di farlo, che l’azienda in questione valga sicuramente la pena di un petit tour in Val d’Aosta.

Questo Fumin è un vino dai molteplici aspetti. Al naso rilascia sentori di frutta inequivocabili e poi ci meraviglia al gusto, perché sembra abbandonarli, fino ad un ritorno nel retrogusto, e lascia il palato avvolto da un sapore più netto, non caratterizzato da costellazioni di aromi fruttati ma, direi, e spero nessun enologo o sommelier me ne voglia, più sincero e fresco, meno “malizioso”. Questo lo asserisco da nutrizionista, perché il Fumin non aggredisce lo stomaco, lo accarezza. Credetemi posso dirlo a ragion dovuta, dato che i primi due bicchieri della bottiglia li ho bevuto a stomaco praticamente vuoto…se non per una piccola “slide” di salmone quasi dolce…che direte voi che ci “incastra” con un vino rosso, 13 gradi. Beh, il Fumin è riuscito a rispettare anche un cibo così estremamente delicato….

Lo adoro! E adesso voglio sicuramente condividerlo con i suoi “fratelli” di casa e penso li andrò a cercare nelle enoteche: Petite Arvine Val D’Aosta Dop, Chardonnay Val d’Aosta Dop Chardonnay Cuvée Bois, Val d’Aosta Dop Les Abeilles, Moscato Passito Val d’Aosta Dop Neblù, Spumante Brut Metodo Classico.

Per convincersi del valore di quest’azienda basta andare sul loro sito e vedere il numero di riconoscimenti che ha ricevuto nel corso degli anni. Vale quindi la pena spendere due parole sulla sua storia dell’azienda, che si intreccia perfettamente con quella del proprio territorio. Fu il trisnonno Bernardin Charrère, proveniente dall’attuale Alta Savoia, ad immigrare in Aymavilles intorno al 1750. Lì costruì l’immobile ancor oggi esistente con cantine e frantoio per le noci. Il bisnonno Etienne continuò l’attività inserendo anche la produzione di sidro mediante l’aggiunta di un’ulteriore macina. Il nonno Louis costruì poi un mulino per macinare frumento, segale ed orzo perché ancora una volta così voleva il mercato e chi è lungimirante sa riconoscere i segni del tempo adeguandosi. Antoine, padre di Costantino, che gli successe, continuò l’attività fino al 1955 quando cominciarono ad arrivare da fuori valle oli d’oliva e macinati.

Fu nuovamente necessario riconvertirsi e la linea scelta questa volta fu quella dei vini di qualità. Ancora una volta si rivolse l’attenzione al pubblico e per meglio distinguersi si cominciò un’opera di personalizzazione a livello colturale (crus vinificati separatamente), commerciale (indicazione dell locazioni geografiche di ciascun vigneto), e storico (fedeltà ai vitigni autoctoni che avrebbero fatto grande la Valle d’Aosta come il petit rouge, il fumin, il prié rouge, il tinturier).

Costantino assieme alla moglie, ha continuato l’opera del papà Antoine e della mamma Ida, dedicandosi con passione alla viticoltura. Dapprima selezionando uve che altrimenti si sarebbero persi nelle montagne valdostane: la premetta (prié rouge), rarissimo vitigno in via di estinzione, le cui uve sono ora vinificate in purezza secondo un protocollo innovativo in spumante metodo classico e il fumin, altro ceppo “autoctono”, salvato dall’estinzione e vinificato con risultati eclatanti, tanto da meritarsi già nel 1999 l’attenzione della critica nazionale con “Il sole” della guida di Luigi Veronelli.

In seguito, lasciato l’insegnamento, Costantino fu spinto dal desiderio di dedicarsi completamente alla sua passione per il vino e realizzando quella che è ora Les Crêtes, sempre in Aymavilles, impiantando nuovi vigneti anche in altri comuni della Valle d’Aosta. Oggi, l’azienda, di proprietà della famiglia, gestisce 25 ettari di vigneto distribuiti in sei comuni valdostani. Con la sua produzione annua di 230.000 bottiglie è la più grande realtà privata operativa sul territorio regionale. E oltretutto ci sono numerosi aneddoti che gravitano sulla storia della famiglia e dell’azienda e a breve, miei cari lettori, vi proporrò un’altra delle mie Favole di Vino, ispirandomi ad uno di essi.

Per il momento vi lascio ad un’ottima degustazione del Fumin o di alcuni dei sui “fratelli”, sopra citati sicura che non vi deluderanno…

PS: in Lucchesia il Fumin lo potete trovare ad esempio presso il ristorante La Cecca, a Coselli (Lucca), oggetto di un mio articolo del marzo scorso.

A presto!

LES CRÊTES Soc. Agr. di Charrère & C.
Loc. Villetos, 50 – 11010 Aymavilles – Valle d’Aosta – Italia
Tel.: +39.0165.90 22 74 – Fax: +39.0165.90 27 58
email: info@lescretes.it

One Comment

  • Massimo ha detto:

    Bella recensione. La Valle D’Aosta del vino non è ancora molto conosciuta ma i suoi vini sono molto interessanti. Il Fumin è uno di questi, vitigno autoctono particolare e molto bevibile. Quello di Grosjean lo avete bevuto? Che ne pensate?
    Anni fa avevo recensito il Fumin de la Crotta De Vigneron che mi era piaciuto molto.

    Immagino lo sappiate già ma sulla Valle D’Aosta c’è un ottimo libro del blogger Enofaber che è un’ottima guida sul territorio

    saluti

    Massimo

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