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Le delizie della Mediterranea Belfiore

CECINA (LI) – Bocconcini biologici formato pic-nic. Dal campo direttamente nel cestino: dedicato ai single, per famigliole in gita marinara, destinato ai bambini (più giochi e matite colorate che fanno pendant con il vimini), per romantiche uscite in pineta muniti di Champagne (che va sempre a segno) e deliziosi morsi al carciofo. Sott’olio, naturalmente, ma che sia violetto e della Val di Cornia. Da consumare sotto il pergolato della Belfiore o dove porta il vento. Ecofriendly, con posate in legno, piatti in foglie di palma, bicchieri e tovagliato in carta riciclata. Il cestino e la tovaglia però si chiamano Pietro (ossia tornano indietro), a meno che vogliate rinunciare alla cauzione di 20 euro che lasciate al momento del ritiro.

Ecco l’ultima trovata delle sorelle Ciarlo: anima, mente e insieme corpo (sono tre) della Mediterranea Belfiore, azienda agricola consacrata ai posteri nel 1952 con il rosso della salsa all’orizzonte e il profumo del basilico nel naso, dalle radici nei trascorsi di un nonno contadino emigrato a Cecina da Campobasso in cerca di una nuova prospettiva.

Fu babbo Donato a puntare sulla coltivazione di pomodori nella piccola realtà agricola di famiglia a due passi dal mare toscano. La conversione al biologico arriverà da sé, specchio di quel modo di fare e insieme essere “slow” firmato Ciarlo. “Perché era una delle strade che più ci calzava nel distinguerci dal grosso della produzione industriale” commentano Antonella, Simonetta ed Emiliana. Ancora oggi è mamma Renza che di buon’ora stacca le foglie di basilico dalle piante per aggiungerle ai vasetti che poi prenderanno la strada delle case toscane, italiane, giapponesi, australiane. Perché è vero che i clienti più affezionati vivono nei dintorni e vanno al mare alle “Gorette” (la spiaggia in fondo al vialone) ma anche Oltreoceano.

Sabato scorso siamo stati invitati all’inaugurazione del nuovo punto vendita costruito sui dettami della bioarchitettura e del riciclo (vedi gli infissi, i sassi, le vecchie latte del liquorificio che affiancò le conserve quando i contadini iniziarono ad abbandonare i campi, oggi usate come basi per i tavoli). Ho caricato in auto due dei miei bambini e siamo partiti alla volta di Cecina con lo spirito di una scampagnata. Per fare un bagno di folla tra barattoli di filetti di pomodoro (selezionati a mano e impilati nel vetro come novelle opere d’arte), carciofini compatti e verdure grigliate stoccate sott’olio, giardiniere che mi hanno rituffata d’incanto nell’insalata russa di mia nonna Clotilde (da cui spuntavano pezzetti di carota, pisellini, tocchetti di fagiolini verdi), creme di broccoli e ancora di carciofi, porri, porcini da stendere con voluttà su crostini che realmente profumano di buono. Persino idee ingegnose per bomboniere fuori dagli schemi, tutte da gustare.

In questo bendiddio non potevano esimersi dal creare un angolo dedicato alle ricette degli chef. Prima a crederci Deborah Corsi, regina de “La Perla del Mare” di San Vincenzo, autrice di salsine multifunzionali (da stuzzichino accanto a un pinzimonio, in abbinamento a formaggi, pesci o carni bollite) che rifuggono conservanti chimici. La recita a soggetto titola: finocchio e cardamomo; peperoni e paprika; sedano e ginger (gnam!); ma anche un omaggio agrodolce alla frutta che rimbalza e rotola quasi onomatopeico (melì melò mescola mela, melone e peperoncino); arance e curry; balsamo di pere.

“Confezioniamo oltre sessanta prodotti tra conserve, spalmabili, aromi per arrosti. Ma la mente è sempre in movimento e stiamo pensando a un nuovo ingrediente da aggiungere al menù, per rendere omaggio alla nostra storia” dice Antonella, la mediana, ragionando su come legare il ricordo del liquorificio ai tanti ortaggi passati sotto i loro occhi sin da bambine quando alle bambole già preferivano l’aia e i barattoli. “Ad esempio con gli scarti dei carciofi potremmo realizzare un digestivo, riportando in vita “Erbor”, l’amaro di nostro padre – spiega quasi a voler meglio fissare l’idea – oppure infusi di verdure ad esempio a base di basilico, ottimo non solo per il pesto, uno dei nostri fiori all’occhiello”.

Oltre ai sott’oli Berfiore, da coltivazioni biologiche locali, tra gli scaffali troverete selezionate eccellenze: la ricotta di un caseificio di Eboli, un salume tradizionale del Parco Naturale dei Monti Aurunci, biscotti dolci e salati Deseo, pasta Martelli, pecorini di Pienza, la torta Pistocchi e vari altri prodotti di nicchia. Da portar via in anonime borsine di carta o sporte in tessuto. Mentre fuori presto il frinio delle cicale canterà nell’ondeggiare delle spighe di grano, a poco meno di un chilometro dal bagnasciuga. Dove sarà bello consumare il proprio cestino.

Mediterranea Belfiore
Via Guerrazzi, loc. La Cinquantina, Cecina (LI)
Tel 0586.620555
www.mediterraneabelfiore.it
Orario: 9 – 12.30 e 15 – 19 da lunedì a sabato

6 Comments

  • cristina galliti ha detto:

    Bell’articolo. Irene, le tre sorelle e mamma Renza ne saranno felici!

  • Bruno Forieri ha detto:

    Delizie golose da un lembo di Toscana solo meraviglioso.

    Ancora plausi allla mamma e a tutto il team Mediterranea Belfiore.

  • Miloski ha detto:

    Mi è sembrato di essere in gita con te e i pargoli ad assaggiare tutte quelle bontà bio! Complimenti alla novità delle sorelle Ciarlo e al tuo palato…sempre attento e curioso!!!

  • Superfloss ha detto:

    Sempre dalla parte di chi con enorme impegno e volontà dedica la propria vita alla ricerca della qualità. Complimenti!!

  • Circa 40 anni fa, c’era in commercio un “pomodoro non pelato”. Era di forma rotondo, pieno, duro. Certamente unico. Ricordo soltanto Belfiore Piacenza. Domanda: Eravate voi?
    Se si, altra domanda: avete, o ci sono ancora, ma i semi?

    Comunque, mi presento
    Sono un ortolano per passione. Ho 70 anni. Coltivo pomodori ormai da oltre 55 anni. Ma da circa 15 anni, ho scoperto come far ingigantire qualsiasi varietà di pomodoro. Quindi, una varietà, inizia ad ingrandire, come indica il numero dei petali; migliora in compattezza la polpa e diventa più resistente la buccia; riducono al minimo i semi; ma soprattutto, migliora la produttività: migliaia di fiori. Grappoli fino a oltre 50; il numero dei petali, aveva superato 50 3 anni fa. Poi una sorta di epidemia dei fiori giganti. In breve, ho tante varietà mie esclusive.
    Ancora, da 3 anni ho iniziato a seguire una melanzana bianca. Adesso siamo a 25 petali. Possibilità di arrivare nel giro di alcuni anni, ad una melanzana gigante (forma schiacciata a coste, richiama la forma del ventaglio.
    Naturalmente, ho premesso che sono soltanto un appassionato. Nella mia vita lavorativa, facevo l’artigiano edile e il geometra.
    Ultimo, da oltre 20 anni, mi sono dedicato alla Medicina Naturale. In questo, a parte la poca modestia (e mi scuso), sono ad un altissimo livello. Ho già scritto qualcosa di mio in rete. Preciso e ripeto sempre che: guarire è possibile; ringiovanire, è possibile.

    Grazie comunque e, o tante scuse da Angelo. Ciao ciao a tutti

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