Il vino sopra le nuvole. Latina Sky Wine, il racconto

Di • 22 mag 2012 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio 3 commenti
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LATINA – E’ stato un successo di pubblico e di emozioni il primo Sky Wine che si è tenuto a Latina gli scorsi 12-14 maggio. Nasce dunque con un fragoroso boom l’evento che molti aspettavano come prologo di una nuova e duratura relazione tra il capoluogo pontino, le perle enogastronomiche del suo territorio, in confronto con le eccellenze di altri terroir ad alta vocazione, ed il pubblico di appassionati che in massa sono accorsi a questa vera festa del vino.

Tante erano le premesse dichiarate e diverse erano le promesse che l’organizzazione aveva con una certa spregiudicatezza annunciato, tutte con molta disinvoltura sono state mantenute. Due giorni di vero assalto alla torre pontina e di massiccia presenza  (si parla di quasi 5000 presenze) tra i banchi di degustazione, dove i visitatori si sono quasi accalcati, nelle ore di punta, per provare le etichette del territorio pontino in alternativa a pregiati vini piemontesi o umbri, friulani o campani, così come sudafricani e serbi.

La formula ormai consolidata del libero assaggio ha incontrato le proposte finger food dell’associazione R2, sempre presenti sui banchi dove i produttori hanno potuto raccontare ai curiosi e attenti ospiti il loro lavoro ed i loro prodotti. La location è risultata funzionale, efficace e coinvolgente, raccolta nel percorso enologico disegnato alla base del grattacielo pontino, tra i colori e i soggetti a tema sulle tele dei migliori artisti del territorio, fiore all’occhiello e patrimonio dell’arte italiana.

La valvola di sfogo dell’itinerario enologico era il roof-top del grattacielo, un loft posto al 37mo piano della torre, con una vista mozzafiato che si apriva a 360 gradi dalla terrazza annessa, la quale ospitava i telescopi dell’Unione Astrofili Italiani, messi a disposizione per osservazioni guidate di Venere, Marte e perfino Saturno, del Sole e della Luna, a seconda degli orari e in funzione delle condizioni climatiche. In questo contesto, a stretto contatto col cielo, si svolgevano gli show cooking della federazione italiana cuochi guidata da Luigi Lombardi. Le degustazioni di cioccolato e distillati completavano l’esperienza sensoriale su questa vetta, con uno sguardo alle opere d’arte, qui esposte a tema astrologico, sospesi tra il vino e le nuvole.

Si è trattato dunque di un vero e proprio spettacolo, in cui il vino era protagonista, ma dove c’erano delle guest star di grande effetto e valore, che hanno saputo attrarre e distrarre i soddisfatti visitatoriErano infatti a centinaia, ordinati in una lunga coda, in attesa di accedere alle visite guidate sul tetto di Latina.   Erano a migliaia, sparsi fra i vari banchi d’assaggio, col naso immerso nei calici personalizzati, graditi gadget a ricordo dell’esperienza. Con le orecchie tese a cogliere i segreti di una produzione che gli espositori condividevano col piacere di chi si rende conto di raccontare una storia interessante. Con gli occhi rapiti dai paesaggi e dai dettagli, dai tratti e dalle sfumature della mostra d’arte allestita e curata dal gruppo artistico La Mimosa. Con le papille gustative in estasi per le fragranze e i sapori delle bontà a disposizione sui banchi d’assaggio. Così erano coinvolti tutti gli intervenuti, occasionali e appassionati, tra cui rappresentanti delle istituzioni locali e delegazioni diplomatiche straniere, in una esperienza multisensoriale che, possiamo ormai dirlo, caratterizza gli eventi organizzati dalla Best Event di Carol Thandy Ndlazy e Giuseppe di Benedetto, ma anche di altri validi e decisivi collaboratori, che ci danno appuntamento al prossimo anno, ma che, a microfoni spenti, ci anticipano per il prossimo autunno una nuova sorpresa.

Si abbassa dunque il sipario su un wine show avvolgente e coinvolgente, quasi un richiamo all’opera d’arte totale di Wagner, ma più dinamica e impegnata. Lo Sky Wine palesa infatti l’attenzione della Best Event alla valorizzazione del territorio, ai risvolti sociali del vivere la comunità pontina e alla promozione culturale attraverso il lavoro dell’uomo e la sua arte. L’arte del dipingere e del fare vino, l’arte della cucina e del creare accessori, l’arte dello scrivere e del parlare, l’arte del comunicare attraverso se stessi e attraverso ciò che al meglio sappiamo fare.

Di seguito il ricco reportage fotografico che si avvale, questo è un ringraziamento, dell’obiettivo magico e sapiente della brava fotografa Giulia Reina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 commenti »

  1. Gran bella cosa. Complimenti a tutti … forse un pò strettini, ma valeva davvero la pena esserci.

  2. … me la sono persa!!! Ma ripetete il prossimo anno? Stavolta non mancherò … a vedere le foto sembra proprio sia stato un bel divertimento :)

  3. Io c’ero. Anche sulla terrazza. Bello il posto, buoni i vini, bravi tutti. Speravo in qualche scheda di degustazione … ma vedo che vi siete concentrati su altro. Peccato perchè c’era molto di cui parlare.

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