Nebbiolo Prima 2015: il giorno dei 100 Barbaresco in tre mosse. Seconda: Neive

Di • 10 Giu 2015 • Rubrica: diVini, Il vino in dettaglio
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DSC_1942-1ALBA (CN) – Che la sessione di assaggi maggenca proposta ad Alba nell’ambito del classico appuntamento tardo primaverile di Nebbiolo Prima (ancora una volta distintivo e riuscitissimo, come pochi altri nel panorama nazionale) potesse contemplare una certa numerosità di campioni in gioco, e quindi un certo impegno psico-fisico per il degustatore seriale, era da mettere nel conto. Certo non fino al punto da dover annoverare ben 100 Barbaresco in una mattinata sola!

Tant’è, di fronte alla nomea della denominazione mai perdersi d’animo! D’altronde, la solerte operosità dei sommelier, davvero bravi a districarsi nel marasma delle richieste diversificate provenienti a spron battuto dai tanti giornalisti presenti in sala, ha contribuito non poco al raggiungimento dell’obiettivo: il servizio scorrevole, senza pause eccessive fra una batteria e l’altra, ha dato la possibilità non soltanto di assolvere all’arduo compito dei cento assaggi tuttinfila, ma ha garantito una regolarità di marcia provvidenziale ai fini della concentrazione e del mantenimento “ in tiro” dell’apparato sensoriale degli astanti.

logo albeisaDi scena è andata l’annata 2012, che in Langa come in molte altre parti d’Italia è stata caratterizzata dalla lunga estate calda (ma senza Paul Newman come attore protagonista!). Un millesimo che, tradotto nei bicchieri di quei luoghi, ha un suo perché e un suo “di più” rispetto a ciò che è emerso da un bizzarro ed altrettanto caliente 2011. Rispetto a quest’ultimo infatti, che ha fatto registrare picchi assolutamente importanti di temperatura da agosto, il 2012 è partito a “testa bassa” già da prima, ma ha potuto contare sulle riserve idriche accumulatesi nei terreni grazie a una primavera incerta e piovosa. Un dato di fatto è che le viti di nebbiolo si siano acclimatate meglio al prolungato periglio estivo e abbiano subìto meno stress e “scossoni” rispetto all’annata precedente. Con la campagna, tutto sommato, che se ne è uscita meglio gestibile. Per arrivare ad ottenere gradazioni alcoliche sostenute ma non eccessive, imbrigliate in una struttura adeguata e raramente ridondante. Oddio, qua e là una certa asprezza tannica si affaccia, a comunicare irriducibilità, intransigenza, severità.  Inoltre, con questo ultimo giro di stagioni tendenzialmente calorose, stiamo assistendo con maggiore frequenza rispetto al passato alla circostanza per la quale non sempre (non più) dai cru solatii e meglio esposti, che i vecchi avevano storicamente individuato come i migliori per sposare le esigenze del tardivo nebbiolo, provengono i conseguimenti migliori. Non più di altri versanti perlomeno, magari più freschi e appartati, che sono in grado invece di propiziare autentici gioiellini di freschezza e reattività.

DSC_5404Che poi, a far pendere l’ago della bilancia sulla 2012 anziché sulla 2011, è l’equilibrio complessivo, con il piccolo sacrificio di dover sopportare maturazioni fenoliche non sempre compiute e con lo stimolo vagante, a volte pungente a volte meno, dell’alcol. Sì, vini di buona tessitura e bilanciamento questi 2012, certamente non dei mostri di profondità ma in generale più godibili rispetto ai 2011, dove quel pizzico di calore in esubero ne va caratterizzando il tratto gustativo, togliendo quote di agilità alla beva e piena capacità di dettaglio ai comparti aromatici (salvo le immancabili eccezioni, vivaddeo!)

Ma andiamo per gradi, procedendo per comuni. In questa seconda “mossa” inquadreremo il comprensorio di Neive, attraverso una folta rappresentanza di autori e di cru. Un comune non certo avaro di buoni conseguimenti, dove alla sicurezza dei nomi più affermati si va affiancando oggi qualche interessante outsider, a rendere meno prevedibile il panorama e quanto mai stimolante la curiosità verso i versanti, e i “manici”, meno chiacchierati o à la page.

Barbaresco Albesani Santo Stefano 2012 – Castello di Neive

Portato per i dettagli sottili, apparentemente sotto peso, in realtà sa il fatto suo. E con leggerezza si lascerà apprezzare per la presenza discreta, la compassata signorilità, il passo felpato e il bilanciamento nei toni. L’ascolto attento ne metterà in luce la dinamica e l’istintiva piacevolezza.

Barbaresco Basarin 2012 – Adriano Marco e Vittorio

Mi piace per la levigata sua tattilità. C’è garbo sì, garbo e piacevolezza. La dolcezza qui è tutta del frutto, senza sovrastrutture. Buona lena, anche se non possiede la diffusività del fuoriclasse.

Barbaresco Basarin Vigna Gianmaté 2012 – Giacosa Fratelli

Trame snelle e ben disegnate devono fare i conti con un rovere impiccione. Chi vivrà vedrà.

Barbaresco Bordini 2012 – Fontanabianca

Freschezza ed equilibrio, contrasto e provvidenziale scorta acida. E’ vino serio, ritmato, senza impacci, tenace ed elastico insieme. Ha carattere.

Barbaresco Canova 2012 – Ressia

Quasi un sangiovese per umori e portamento, non troppo dettagliato ma continuo e progressivo nello sviluppo, accordato su note di humus e menta.

Barbaresco Cottà NonnOrlando 2012 – Vigin

Un po’ di legnetto ad addomesticare (addolcire) la trama, per il resto buon “movimento” e buona suadenza fruttata. Non immenso, quello no.

Barbaresco Gaia Principe 2012 – Prinsi Ottavio Lequio

Contrastato e sempre in bilico fra note evolute ed altre più fresche, quel naso screziato gode di una purezza nebbiolesca tutta sua. Stile classico qui, per un vino dialettico che si lascia bere, con qualche nodo da dipanare.

Barbaresco Gallina 2012 – Negro Giuseppe

Afflato balsamico e suggestioni floreali di peonia in un vino compatto, di buona densità interna, fresco, rigoroso e disciplinato. Si muove bene, assecondando le ragioni di una personalità introversa e mai esplicita. Ti intriga e ti ispira, anche in ottica futura.

Barbaresco Gallina 2012 – Oddero Poderi e Cantine

Naso scorbutico, un po’ difficile da leggere. Di contro bocca dalla quale avrai di ritorno ritmo e freschezza. Non certo l’armonia fra le parti, ma l’ottimismo ci suggerisce attesa.

Barbaresco Gallina 2012 – Castello di Neive

Con il freno a mano tirato. Compresso nella dinamica, affilato e aguzzo nel finale, i fondamentali ci sono e alla fin fine resta un sorso piacevole, pur non toccando lidi di complessità.

Barbaresco Gallina 2012 – Ugo Lequio

Bell’impatto mentolato, ampio, fresco. Ancora leggermente graffiante nel comparto tannico ma determinato, serioso, ingentilito dagli umori di lampone e violetta. Sempre personale.

Barbaresco 2012 – Fontanabianca

Ad un naso ovattato risponde una bocca fresca e contrastata, dove i sentori di cuoio e rabarbaro, con la sottile terrosità a commento, ne marcano il tessuto e ne accompagnano l’eloquio, a dire il vero più composto e modulato delle attese.

Barbaresco 2012 – Tenuta San Mauro

Dal cru Canova di Neive. E’ una interessante vena floreale, nel tentativo di rintuzzare certe intemperanze vegetali, che va stemperando la cupezza sottoboscosa della prim’ora, raddrizzandone le sorti dopo un attacco scorbutico.

Barbaresco 2012 – Sassi San Cristoforo

Dal cru San Cristoforo.  Gioca le sue carte migliori sul piglio agrumato e su un tannino fuso e dolce. Con il freno parziale del rovere, che tende ad imbottire la trama.

Barbaresco Sorì Paolin 2012 – Cascina Luisin

Apprezzabile amalgama dai richiami floreali, sviluppo elegante, buona tessitura tannica, un filo di rovere ad attraversarlo tutto ma bell’equilibrio d’insieme, in odor di pinot nero. Fin troppo tenero e docile, sicuramente coinvolgente. D’una elegante essenzialità (d’una eleganza essenziale).

Barbaresco Coparossa 2012 – Bruno Rocca Rabajà

Dalla vigna Fausoni. Come ovattato e permeato dal rovere, che ottunde e frena. Eppure ne apprezzerai la purezza di fondo e l’attitudine al dettaglio, prerogative queste ultime di una trama che aspira a diventare elegante. Certo quel rovere che impalla….

Barbaresco Froi 2012 – Rivetti Massimo

Dalle sottozone Serraboella e Rivetti. L’intreccio fruttato, l’eco floreale e la spiccata balsamicità sono le voci fondanti di un vino che vorresti più propulsivo e slanciato, ma che non ti sembrerà affatto male quanto ad amalgama e dignità.

Barbaresco Serra 2012 – Paitin Pasquero Elia

Scia aromatica coinvolgente, floreale, raffinata, nebbiolesca. Tatto levigato, cremoso, intrigante, delicato, seducente. Peccato per il roverello dolce…..

Barbaresco Pian Cavallo 2012 – Negro Giuseppe

Sbuffi di lacca a rendere etereo e caldo sto naso. Di contro troverai al palato grinta e lena, dettagli e freschezza. Dialettico, forse irrisolto.

Barbaresco 2012 – Bera Fratelli

Cupo e selvoso, introverso e remissivo. Non si apre né si confida, arroccandosi sulla severa impalcatura tannica, ciò che ne inasprisce uno sviluppo peraltro tonico e serrato.

Barbaresco 2012 – Castello di Neive

Ineccepibile, dolcezza di frutto morigerata e accorta, nitido, elegante, compassato: davvero gustoso. Di quei tipi ai quali -alla fine del salmo-  fai fatica a dire di no.

Barbaresco Tufoblu 2012 – Col dei Venti

Una delle sorprese di questa tornata di assaggi. Il vino di Ornella Cordara coniuga freschezza fruttata e contrappunto gustativo, concretizzando una trama elegante, ariosa, “librata”, coinvolgente: da vero Barbaresco.

Barbaresco Bricco San Giuliano 2012 – Pelissero Pasquale eredi

Riflessi floreali e di terra arsa, giocando di dettagli. Mi sconfiffera per attitudine, stile e continuità d’azione. Non è immenso no,  ma è determinato.

Barbaresco Serraboella 2012 – Barale Fratelli

Aperto e diffusivo, continuo e definito, bella stoffa, ficcante, intrusivo, reattivo. Pur senza toccare abissi di profondità.

Barbaresco Serraboella 2012 – Rivetti Massimo

Frutto e rovere in amalgama stretto e in dialogo serrato. La dolcezza del tratto gustativo dipende da entrambi. Il nostro se ne esce largo e avvolgente, piacevole e rilassato.

Barbaresco Serragrilli 2012 – Battaglio

Gustoso, “cicciotto”, carnoso, coeso, solo un po’ caldo e roveroso nel finale.

Prima “mossa”: Alba e Barbaresco

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