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Il vino via corriere. Esperienze in tempi di pandemia

Oltre un anno che è iniziato tutto questo. Un anno che ha stravolto le vite di tutti e ci ha costretti a cambiare abitudini, modificare l’approccio alle persone e alle cose. Anche con il vino.
Io ad esempio i rifornimenti alla mia cantina li facevo pezzetto per pezzetto tramite i piccoli viaggi che si affrontano abitualmente: da ogni luogo visitavo produttori e portavo indietro i vini.
Con il blocco degli spostamenti sono finiti anche i rifornimenti, e ho dovuto trovare vie alternative. Un giro al supermercato è bastato a confermarmi che no, non era quella la strada. Anzi, proprio in mezzo alla corsia dei vini, insieme alla desolata sensazione di trovarmi nel posto sbagliato, hanno iniziato a riaffiorare nomi e ricordi dei posti che m’erano piaciuti, dei vignaioli che avevo apprezzato. Vino = luoghi, persone, territori. Che ci facevo al supermercato? Meglio dare una mano ai produttori comprando in modo diretto.

E così mi sono messo a cercare indirizzi di vignaioli ed è iniziato il periodo del “vino via corriere”.

Qualche consiglio preliminare
È importante dare un’occhiata ai siti aziendali per capire quali vini e quali produttori ci possono interessare, e contattare l’azienda via mail o via telefono richiedendo il listino dei vini per i privati e chiedendo SEMPRE l’entità delle spese di spedizione e se a partire da una certa cifra ordinata le spese di spedizione diventano gratuite (molti lo fanno).
Il bello è che non ci sono limiti territoriali: si può spaziare dalla Val d’Aosta a Pantelleria, da Ventimiglia a Trieste. È anche un modo per sostenere l’economia agricola, in questo momento in cui il canale di vendita dei ristoranti è rimasto praticamente fermo per mesi.

Imballaggi
Ormai gli imballaggi per il vino da spedire via corriere hanno raggiunto la sicurezza praticamente assoluta: su numerose spedizioni ricevute nel mio caso, non c’è stato il minimo problema, tutte le bottiglie sono arrivate perfette. Le tipologie oscillano attorno a due versioni: l’imballo completamente in cartone (strato esterno e separatori interni) o l’imballo esterno in cartone con l’elemento interno portabottiglie in polistirolo. Entrambe sono davvero ottime per la sicurezza, forse meglio quella in cartone per il minore impatto ambientale e la facilità di smaltimento.

Alcuni elementi critici
Alcune aziende (di medie dimensioni, nei casi che ho riscontrato) mostrano una certa lentezza a comprendere le nuove esigenze dei clienti in questo periodo. Per intenderci, i problemi emersi sono di due tipologie:
-No cartoni misti. Certo, è più laborioso confezionare un cartone misto con un saggio della produzione aziendale. Ma non ci si può aspettare che un cliente compri un cartone da 6 di ogni tipologia a cui è interessato, se non conosce i vini aziendali.
-Spese di spedizione alte. 20 euro per un cartone da 6 sono obiettivamente troppi, e spese di spedizione gratuite sopra ordinativi da 300 euro sono appannaggio esclusivo di clientela professionale, non privati cittadini. La media delle spese di spedizione si attesta sui 9 euro, e l’invio gratuito è, per ordinativi di 2 cartoni o oltre gli 80 euro, una cosa che il produttore concede spesso.

Portali-shop online
Generalmente preferisco acquistare direttamente dai produttori, ma in alcuni casi non è possibile farlo per motivi logistici e organizzativi, e allora sono utili gli shop online. Io ne voglio segnalare uno specifico, che ha la particolarità di focalizzarsi su un unico territorio, diventandone quasi un ambasciatore.
Si tratta di altopiemonteitalia.com e riunisce il meglio dei vini ai piedi del Monte Rosa; dalla Dora Baltea al Ticino, quindi. Il servizio è molto efficiente, rapido e curato, e per qualsiasi problema c’è la possibilità di un contatto diretto. Essendo un piccolo shop, riescono a curare il cliente in modo egregio. Fanno spedizioni anche di una sola bottiglia, non hanno quantità minima. Consegnano in 1-2 giorni. Spese di spedizione a partire da 5,99 euro, gratuite oltre i 69 euro di ordine. Accetta Paypal, carte di credito, bonifico ecc.

AltoPiemonteitalia
Tel. 340-6408075
info@altopiemonteitalia.com
www.altopiemonteitalia.com

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Vignaioli
Qua sotto raccolgo alcune esperienze di acquisti fatti presso vignaioli indipendenti.

Francesca Castaldi
La prima ordinazione non si scorda mai. A Francesca ho fatto il primo ordine via corriere, complice una simpatica video-chiacchierata sul web di Carlo Macchi con produttori e giornalisti. Alto Piemonte novarese, comune di Briona, a sud di Ghemme. Da Francesca ho ordinato l’amatissima e profumata Vespolina Nina (2019), a cui ho aggiunto una territoriale e affilata Barbera, il Nebbiolo 2017 Bigìn (luminoso ma dal tannino ancora scontroso) e un paio di Fara 2015, vino di punta dell’azienda, tutto giocato in leggerezza e finezza.
Strepitoso il rapporto qualità prezzo, con nebbiolo e barbera sui 10 euro, vespolina a 8, e il Fara (vino davvero di rango elevatissimo) attorno ai 20 euro. Spese di spedizione che con un paio di cartoni si riducono all’osso. E poi una cordialità amicale, che ti scalda il cuore anche a distanza.

Az. Agricola Castaldi Francesca
Via ten. Solaroli, 8
28072 Briona (No)
tel. 338 7869887
francesca@cantinacastaldi.it
www.cantinacastaldi.it

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Gilberto Boniperti
Giusto per ribadire la mia predilezione compulsiva per i rossi dell’Alto Piemonte. Gilberto è la classica persona che ti ispira simpatia. Sornione, tranquillo, pacato nei toni. Qualche anno fa ha tirato fuori dal cilindro una vera magia, il Fara Bartòn 2015, vino che è rimasto nella memoria di chi ha avuto la fortuna di assaggiarlo: complesso, ricco, disteso, elegantissimo… Un capolavoro, a tagliar corto. Niente bianchi in listino, si parte dal rosato Rosadisera (sempre che ne abbia ancora in cantina, va a ruba), si passa al vespolina Favolalunga, una delle migliori vespoline dell’intero Alto Piemonte (se la gioca con Platinetti e pochi altri), poi la verticalissima lama rubina del Barblìn, barbera, e si arriva al Nebbiolo Carlìn 2018, che ritengo uno dei più azzeccati e compiuti Nebbioli in circolazione. Ci senti dentro la mano di un vignaiolo in stato di grazia. Il top aziendale è il Fara Bartòn, ad oggi in listino c’è l’annata 2017.
Anche qui prezzi ottimi, con 10 euro circa per Rosato e Vespolina, 12 per il Nebbiolo (rapporto qualità/prezzo da paura) e spese di spedizione contenute. Pagamento con bonifico.

Az. Agricola Gilberto Boniperti
Via Vittorio Emanuele, 43
28010 Barengo (NO)
www.bonipertivignaioli.com
info@bonipertivignaioli.com
Tel. 347 0302469

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Cascina Preziosa
Presso altopiemonteitalia.com (di cui ho parlato sopra) ho acquistato un vino di Cascina Preziosa: la Vespolina Ilmore 2018. Siamo a Castellengo, a sud di Lessona, dove è presente un unicum geologico: vigne su sabbie rimaste da quando ai piedi delle Alpi c’era il mare. Tornando alla loro Vespolina: rispetto alle più affilate e scattanti vespoline della zona di Ghemme questa è più carnosa, polputa; e insieme alla polpa, sciorina gli esplosivi profumi classici del vitigno, con la nota pepata-speziata nitida e squillante. Che buona! Posso dire una cosa? Tra l’assaggio, il sorriso e il baciare chi si ama passano tre secondi! Per chi non ha mai assaggiato una Vespolina è una rivelazione.

Cascina Preziosa
Frazione Castellengo, 54
13836 Cossato (BI)
Tel. +39 015 8285028
info@cascinapreziosa.it
www.cascinapreziosa.it

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Marta Valpiani
Arriva il giorno che… ti prende la saudade di Romagna. Ti si accende una luce e ti ritrovi a esclamare: “ho voglia di Albana!” Ma se non puoi andarci cosa fai? Contatti Elisa Mazzavillani, bravissima vignaiola delle colline di Castrocaro Terme di cui ho parlato in un precedente articolo. Albana e sangiovese nella sua produzione, sempre caratterizzati da una inconfondibile matrice sapida che nasce dallo specifico terroir di Salsomaggiore.

Di Elisa mi piace ricordare il Delyus 2019 (IGP Forlì), un bianco da uve albana dall’incedere deciso, ruspante, come una stretta di mano forte. Da bere a tutto pasto, meglio se non troppo freddo. E il Madonna dei Fiori 2018, Albana di Romagna DOCG, con un naso sorprendente per eleganza concreta, che ricorda il salmastro, la cipria, l’agrume candito. È potente in bocca, con una sapidità dal ritmo avvolgente, lungo e cangiante. Bellissimo vino. Da non perdere nemmeno i Sangiovese, con il giovane e scalpitante La Farfalla 2018, il Marta Valpiani Rosso e il vino di punta Crete Azzurre. Prezzi dai 9 a 13 euro per i due bianchi, mentre i rossi vanno dai 9 ai 19 euro. Produce e vende anche olio extravergine, farina da grano Gentil Rosso, saba, fichi caramellati. Pagamento tramite bonifico; spedizione in tempi rapidi.
Soc. Agr. Marta Valpiani di Mazzavillani Elisa e Massimo
Via Bagnolo 158 – 47011 Castrocaro Terme (FC)
Tel. 0543 769598
info@martavalpiani.it
martavalpiani.it

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Alessandro Motta
…E poi arriva il momento: “una barbera, datemi una barbera come Dio comanda!” Voglia di Monferrato, ecco. Dopo un po’ di giri in rete ho deciso di contattare Alessandro Motta, vignaiolo artigiano in quel di Castel Rocchero, sud-est astigiano. È stata una scommessa, non lo conoscevo, mi sono fidato di una bella recensione (l’importante è avere i recensori giusti!) della sua Barbera 2018. E che scoperta! Alessandro ha un entusiasmo incredibile, da una semplice richiesta di informazioni ti racconta vita morte e miracoli delle sue vigne, ti fa sognare l’aria aperta, a te che sei chiuso in casa arrabattandoti davanti a un pc.

La Barbera d’Asti 2018 è un archetipo di Barbera ben riuscita: bilanciata, robusta, serena nell’espressione, solida, di una bevibilità impareggiabile. L’annata 2017, più calda, stupisce per l’avvolgenza e la potenza, senza sparare su note alcoliche eccessive (anche se il tenore c’è eccome). Alessandro produce anche intriganti e longevi Moscato d’Asti: ho assaggiato l’annata 2014, incredibile; l’affinamento permette alle note floreali del vitigno di evolvere in complessità senza perdere in freschezza. E poi c’è un vino particolarissimo (quelli che… o li ami o li odi): si chiama Lazzardo 2019, vino bianco ottenuto da uva moscato raccolte a ottobre, vinificato secco e affinato senza ritegno in legno nuovo. È un esperimento, un vino un po’ pazzo, quasi uno scherzo. Di primo acchito, al naso è una sferzata aromatica: non riesci a capire dov’è il confine tra il varietale fruttato del moscato e la dolcezza vanigliata del rovere. Poi in bocca è un’altro discorso, un altro linguaggio: quello secco e dalla sapidità estrema da vin de soif… Ma quanti contrasti, quante disarmonie scanzonate! Ancora cerchi di capirlo, sorridendo per la sua irruenza giocosa e un po’ pazzoide, e la bottiglia è già finita. Semel in anno licet insanire!
Az. Agricola Alessandro Motta
Strada Costa n.6
(14044) Castel Rocchero (AT)
tel. 3428196636
info@mottaalessandro.com
mottaalessandro.com

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Massimiliano Croci
Dire Massimiliano Croci vuol dire vini piacentini frizzanti naturali, come il territorio e la storia li hanno plasmati. Sulle meravigliose colline di Castell’Arquato il vino si è sempre fatto così. Massimiliano in più ci mette la coscienza, la visione, lo spirito battagliero, la forza delle idee. E il territorio fa il resto, dato che le sabbie del piacenziano danno alle uve caratteristiche tali da favorire la rifermentazione spontanea. Meraviglie d’Emilia, la frizzante.
Di Croci mi piace ricordare il Galvano, che è a tutti gli effetti un Gutturnio frizzante naturale (barbera e bonarda), ma per cavilli da commissioni d’assaggio non si fregia della doc. Quando la schiuma si dissolve nel bicchiere, puoi tuffarti nella sua bevibilità; sembra semplice, e lo è, ma questa semplicità è il frutto di un bilanciamento mirabile tra acidità, tannino e sentori animali. È il sogno di chi entra in osteria e cercando un rosso dal linguaggio schietto, come un amico. Ruvido e carezzevole allo stesso tempo. Splendido.
Mi ha colpito anche il Campedello (annata venti diciannove – pensa te, anche qua niente doc e quindi l’anno in cifre non si può scrivere… ), nei fatti un Monterosso fatto con malvasia, ortrugo, sauvignon e marsanne. Colore intenso arancio-dorato, naso agrumato e avvolgente di albicocca e pesca fresca, in bocca ha grinta acida, freschezza, profondità, e una innata dote di sposarsi alla grande con il cibo, sgrassando la bocca con la sua bolla viva e saporita. Con i formaggi strutturati sa regalare gioie indicibili.
Prezzi dei vini attorno agli 11-13 euro.
Croci Tenuta Vitivinicola
Località Monterosso 8
29014 Castell’Arquato (PC)
tel 0523 803321
croci@vinicroci.com
www.vinicroci.com

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Alberto Oggero
Voglio chiudere questa rassegna tornando in Piemonte, sponda sinistra del Tanaro, nel Roero. Mi piace raccontare dei vini di Alberto Oggero, giovane vignaiolo di Santo Stefano Roero. Fa parte, insieme ad altre due cantine (Cascina Fornace e Valfaccenda) del collettivo Soloroero, una associazione che ha come idea fondante quella di vinificare esclusivamente i due vitigni storici roerini, nebbiolo e arneis.

Alberto li declina entrambi su due linee: la linea del rigore della DOCG, e la linea del linguaggio personale.
Nascono così il Roero rosso DOCG 2018, vino di trasparenze, sereno, in cui spicca l’equilibrio di una mano già esperta e una gran pulizia. Oggi ancora in fase giovanile, in cui spicca molto la frutta, bel vino. E ne nasce il “fratello minore”, Sandro D’Pindeta, vino da tavola, un rosso giovanile, sbarazzino, bevibilissimo, magnetico vien da dire, tanto fa godere sorseggiarne e riconoscerne la trasparenza nebbiolesca lasciata libera di correre a briglia sciolta.

E forse sui bianchi arriva la sorpresa maggiore: tanto è preciso, ben fatto, quasi abbottonato il Roero Arneis 2019, tanto è serenamente anarchico, ricco, spettinato, goloso, ironico e vitale il Valle dei Lunghi, arneis 100% da vigne vecchie su terre sabbiose, “vino bianco” senza denominazioni,  libero di carezzarti il palato con una grana di tannino, saporito, ampio e “fruttuoso”. Favoloso, un’esperienza da fare.
Sandro d’Pindeta a 12 euro, Roero rosso 17, Roero Bianco 10, Valle dei Lunghi 15. Spese di spedizione contenute.
Az. Agr. Alberto Oggero
Fraz. SS Trinità 21, 12040
Santo Stefano Roero
Tel. 329 0085648
info@albertooggero.it
www.albertooggero.it

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Ringraziare è d’obbligo
Ho chiuso questo articolo la sera del Primo Maggio. L’occasione è propizia per ricordare e ringraziare due categorie.
In primis quella dei lavoratori della logistica, che in un anno è passata da un settore ancora in fase di lento sviluppo a essere cardine degli approvvigionamenti per milioni di persone durante i difficili mesi della pandemia. Assumendo enormi rischi, specie nella base dei suoi lavoratori addetti alle consegne al pubblico, e sobbarcandosi enormi sforzi, spesso non retribuiti a sufficienza, a causa delle contingenze e a causa delle falle contrattuali di un settore ancora immaturo. A tutti i corrieri un grande grazie.

Grazie anche ai produttori-artigiani del vino, che oltre a sudare come sempre tra i filari hanno dovuto inventarsi dall’oggi al domani shop on line, negoziare contratti coi corrieri, reperire imballi e mettere in piedi tutta la filiera logistica. Il tutto mentre gli ordinativi stavano avendo una flessione pesantissima nel canale della  ristorazione e della vendita diretta in cantina. Grazie anche per averci dato boccate d’ossigeno impensabili con i loro racconti dalle vigne tramite i canali social: vedere i filari, i tramonti in vigna, il loro lavoro quotidiano è stato un salvavita per molti, un modo per alleviare la sofferenza di dover stare bloccati a casa. Un sorso di cielo.

Grazie.

 

 

 

 

 

 

One Comment

  • Angelo Cantú ha detto:

    Grazie davvero da parte di un appassionato dei meravigliosi vini dell’Alto Piemonte e non solo per i consigli e tutte le indicazioni pratiche.

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