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Barolo, Barbaresco, Roero: retrospettiva 2006. Dieci anni e non sentirli (o quasi)

retrospettiva 2006ALBA (CN) – Nell’ambito di Nebbiolo Prima, la storica e imperdibile kermesse per la stampa specializzata che si tiene ad Alba nel mese di maggio di ogni anno, una delle collaterali più attese da parte degli astanti è sicuramente la retrospettiva dedicata ai Barolo, ai Barbaresco e ai Roero. Un’occasione speciale in cui i produttori appartenenti ad Albeisa, l’associazione organizzatrice dell’evento, si ritrovano tuttinsieme dietro a un tavolo di assaggio  – e sono in tanti – per proporre (anche) vini di una annata meno recente. Stavolta è toccato alla mitica 2006, annata importante, ricca, complessa, che ha avuto molti sostenitori, sottoscritto compreso, e qualche commentatore meno convinto.

Così, di buona lena, armato di tutto punto come ai vecchi tempi (scarpe flaccide ed accomodanti comprese), ho tentato l’impossibile: degustare ogni cosa. Con metodo, “a taglio”, senza distrazioni, cercando di evitare la trance agonistica. Ci è mancato poco non ci riuscissi! I tempi, sempre avari quando c’è bramosìa, non me lo hanno consentito. E in qualche caso, quando sono arrivato al banchetto, le ambite bottiglie erano già esaurite (leggi Bartolo Mascarello e Beppe Rinaldi, fra gli altri). La selezione che vi propongo oggi è quindi una selezione semi-esaustiva. Oltre a qualche sparuta “fallanza” dovuta alle ragioni di cui vi dicevo, resta priva anche di quei vini il cui stato di forma non ha offerto stimolo alle parole, spesso e volentieri a causa di bottiglie infelici, o almeno così spero.

Foto artistica della bottigliaHo deciso di ordinare le notucole nel rispetto di ciascuna tipologia in gioco, inserendo fra parentesi il comune di provenienza del cru o delle uve. E di lasciar lampeggiare il grado di immedesimazione, as usual, dalle parole o dai silenzi. Non senza prima rimarcare come in diversi casi ci siamo trovati di fronte a vini davvero importanti, solidi e comunicativi, oggi più bevibili di un tempo, senza che per questo abbiano perso un briciolo della complessa stratificazione tannica che è poi la loro cifra (oltre che la dote preziosa da conservare nel cassetto per il futuro che viene). Ovviamente con accenti e materie di base differenti, ciò che potremmo ingenerosamente sintetizzare così: più flessuosi e garbati i Barbaresco, con picchi di assoluto valore; più robusti, tridimensionali e profondi i Barolo (che annoverano un buon numero di conseguimenti di cui ricordarsi per i posteri), più delicati i Roero, che percorrono – generalmente – la strada della bevibilità e della scorrevolezza, più che della profondità.

Neive_panoramiBARBARESCO 2006

Barbaresco Basarin 2006 – Adriano Marco e Vittorio (comune di Neive)

Educato, affusolato (anzi segaligno), ordinato e brillante, ingannevolmente semplice, ne apprezzerai la linearità, la misura e la bevibilità.

Barbaresco Ausario 2006 – Agricola Molino (comune di Treiso)

Catramoso e introverso, qualche accento vegetale tende a sfuggirgli di lato. Energico e affilato, brevilineo e “puntuto” nella progressione, potrai coglierne la freschezza ma non l’articolazione o la profondità.

Barbaresco Bric Ronchi Riserva 2006 – Albino Rocca (comune di Barbaresco)

Bella materia, una certa misurata eleganza, legno che asciuga un pochino ma buon componimento. Mi piace quel finale sapido-minerale, mi intriga la sua nobile ed austera compostezza.

Barbaresco Montersino 2006 – Orlando Abrigo (comune di Treiso)

Ricordi caffeosi tendono ad incupire la trama dei profumi, piegandola apparentemente su traiettorie più evolute; inattesa scioltezza al palato però, innervato da una salvifica corrente di acidità. La scia sapida, nel frattempo, ne allunga il sapore rischiarandone i pertugi.

Barbaresco Rabajà 2006 – Bruno Rocca Rabajà (comune di Barbaresco)

Ottima quadratura per un vino di “scheletro” e giustezza, sapidità e contrasti. Notevole la dinamica, lungo il finale, incastonato da un tannino “superfine”. Bel conseguimento.

Barbaresco Valgrande 2006 – Ca’ del Baio (comune di Treiso)

Molto aperto nello spetto dei profumi, chiaro, dispiegato. Al gusto è sinuoso, sapido, ben profilato, godibile, di accurato ricamo. In una parola: riuscito.

Barbaresco Riserva Santo Stefano 2006 – Castello di Neive (comune di Neive)

Inarrivabile ai più. Mi sarà piaciuto?

Barbaresco Rabajà 2006 – Castello di Verduno (comune di Barbaresco)

Sinuoso, elegante, svela in sottotraccia una affascinante timbrica austera. Non lunghissimo, a fargli le pulci, ma molto buono.

Barbaresco Rombone 2006 – Fiorenzo Nada (comune di Treiso)

Saldo, sapido, terragno, con un pizzico di tostatura da scrollarsi ancora di dosso. Silhouette comunque bilanciata e dinamismo che non difetta. Bel carattere territoriale.

Barbaresco Bordini Sorì Burdin 2006 – Fontanabianca (comune di Treiso)

Ecco la timbrica terrosa che fa tanto Treiso, eppoi la tempra e la grafite. Interessante la chiosa salina, e bella la grinta, espresse in un contesto stilistico moderno ma senza eccessi.

Barbaresco Bric Balin 2006 – Moccagatta (comune di Barbaresco)

Meno obbligato dal rovere di quanto mi aspettassi, si riprende quote di ariosità e garbo espositivo, mostrando un andamento sinuoso di confortante gradevolezza.

Barbaresco Ricu 2006  – Montaribaldi (comune di Barbaresco)

Ricco ma come a corto di rifiniture e di fraseggi più sottili. Polposo, indolente, qualche rugosità di troppo sul cammino.

Barbaresco 2006 – Produttori del Barbaresco (comune di Barbaresco)

Succoso e ben bevibile, rotondo, garbato, simpatico, solo non profondo.

Barbaresco Riserva 2006 – Punset (comune di Neive)

Sanguigno e agrumato, tonico e preciso negli assetti. Davvero incisivo e caratteriale, senza intemperanze o incertezze, dal saporitissimo finale di marca sapida e minerale.

Barbaresco Boito 2006 – Rizzi (comune di Treiso)

Gran bel vino: proporzionato, complesso, sapido, polposo, teso e determinato.

Barbaresco Gaiun Martinenga 2006 – Tenuta Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy (comune di Barbaresco)

Vivo, succoso, qualcosa di esotico fra le maglie del frutto, bel tono, bella freschezza e grande forza comunicativa.

Panorama di LangaBAROLO 2006

Barolo Vigna Rionda Riserva 2006 – Anselma Giacomo (comune di Serralunga)

Confuso, screziato da un legno “antico” non proprio irreprensibile, è un vino dalla fisionomia old fashioned che conserva un suo aulico rigore, ma anche una certa farraginosità.

Barolo San Giovanni 2006 – Gianfranco Alessandria (comune di Monforte)

Sentori di After Eight e tostatura, menta e catrame. Bocca robusta, arcigna, piena, un po’ in deficit di particolari e di “aperture”. Il coté prugnoso non depone a favore di equilibrio.

Barolo 2006 – Amalia Cascina di Langa (da vigna Fantini in Bussia di Monforte)

Catramoso, classico, non male come caratterizzazione, senti la sapidità ma non la piena scioltezza. E se pure non possiede uno sviluppo lineare, perché va a strappi, qualcosa di lui ti intriga.

Barolo Rocche dell’Annunziata 2006 – Aurelio Settimo (comune di La Morra)

Tutta la razza austera del Rocche in un bicchiere: classico negli accenti, inflessibile nel portamento, mascolino negli umori. Stimolante il rilievo sapido. Poco concessivo se vogliamo, ma quel che concede basta e avanza!

Barolo Terlo Ravera 2006 – Marziano Abbona (comune di Novello)

Bel nitore aromatico (che ha disperso l’esuberanza esotica della prima gioventù) in un vino succoso e decisamente sapido. Non enorme nella diffusione ma continuo nello sviluppo, contrastato e piacevolmente affusolato nel finale.

Barolo Monvigliero 2006 – Fratelli Alessandria (comune di Verduno)

Austero e profondo, di apprezzabile spessore gustativo, il pelo d’alcol in sopravanzo ne allarga le trame senza ledere poi tanto la pulsione sapida e l’incisività. Classico nel portamento, affascinante nei modi.

Barolo Riserva Bussia 2006 – Silvano Bolmìda (comune di Monforte)

Compattezza e sinuosità. Bella stoffa, ricchezza di particolari, tono, contrasto e sapidità. Molto bene.

Barolo Gattera 2006 – Gianfranco Bovio (comune di La Morra)

Buona finezza ai profumi. Sottile, fragrante, un po’ caldo per l’alcol, laminato, scorrevole, dal coté aromatico di erbe e fiori, conserva proporzione e coesione chiudendo bene senza asciugature. Muy interessante.

Barolo Riserva Bussia 2006 – Barale Fratelli (comune di Monforte)

Ottimo sorso di polpa e dolcezza, equilibrio e spontaneità. Bello e goloso. Il tutto espresso in un contesto stilistico di ispirazione classica.

Barolo Riserva 2006 – Bersano (da vigna Badarina in Serralunga)

Buon componimento, ci sono tono e succo, senza intemperanze od occlusioni. Solo discreta la personalità.

Barolo Riserva 2006 – Giacomo Borgogno e Figli (comune di Barolo)

Flemmatico, signorile, dinamico, sapidissimo, complesso, importante e futuribile. Bella roba davvero!

Barolo Cannubi 2006 – Giacomo Brezza e Figli (comune di Barolo)

Solidità ed eleganza infuse. Sempre un po’ ombroso eh, ma dal bel potenziale salino. Qualcosa che non parte, qualcosa da attendere ancora, ma autenticità e carattere non si discutono.

Barolo Bricco Sarmassa 2006 – Giacomo Brezza e Figli (comune di Barolo)

Succoso, elegante, sapido, in gran spolvero, più elegante e arioso del Cannubi, oggi.

Barolo Coste di Rose 2006 – Bric Cenciurio (comune di Barolo)

Polposo, vivo (molto vivo), simpatico, croccante. Questa vivacità tutta giovanile ne limita quasi la complessità, ma si beve di gusto.

Barolo Riserva Cannubi 2006 – Borgogno Serio e Battista (comune di Barolo)

Molto classico nell’impostazione e nel disegno, affascinante, caldo, avvolgente, di charme e sapidità. Leggermente allentato nella dinamica ma buono da bere, ora.

Barolo Cerequio 2006 – Boroli (comune di La Morra)

Afflato balsamico, sentori di Vicks Vaporub. Affascinante, a suo modo tenebroso, stenta a distendersi ma la solidità gli appartiene.

Barolo Riserva 2006 – Costa di Bussia Tenuta Arnulfo (comune di Monforte)

Roccioso, grintoso, (s)quadrato, non si sdilinquisce ma quantomeno è tipico e rigoroso. Altero, direi.

Barolo Sarmassa 2006 – Marchesi di Barolo (comune di Barolo)

Sugoso (e non succoso), robusto, senza alcuna caratterizzazione particolare, resta nel guado senza spiccare il volo od articolarsi secondo un passo che possa definirsi distintivo.

Barolo Roggeri, Bricco e Riva 2006 – Ciabot Berton (comune di La Morra)

Un bel rigore, qualcosa di irriducibile (sensazione amaricante da vinacciolo) a limitarne piacevolezza ed immedesimazione. Il finale di frutta secca e sottobosco ne conferma il temperamento austero e l’assenza di moine.

Barolo Ravera 2006 – Cagliero (comune di Barolo)

Dal temperamento “freddo e silvestre”, non scalda il cuore pur restando un vino ancora tonico e mentolato. “Controllato” semmai, con inflessioni vegetali sopportabili.

Barolo Bricco Rocca 2006 – Cascina Ballarin (comune di La Morra)

Succoso, robusto, balsamico, un po’ liquirizioso e “obbligato” nel finale. Il legno non manca, così come la materia.

Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2006 – Cavallotto (comune di Castiglione Falletto)

Esotico nei toni del frutto, ricco, un po’ impersonale, succoso ma “controllato”, tecnico, senza la scioltezza e la disinvoltura attese, doti che ben conservo nei ricordi miei, se solo ripenso a certe straordinarie versioni di un passato meno recente.

Barolo Bricco Rocche 2006 – Ceretto (comune di Castiglione Falletto)

Tosto e tostato, potente e fibroso, la decisa venatura sapida resta parzialmente offuscata dalla ingerenza del rovere. Estrattivo se ce n’è uno, spinge molto senza distendersi, ma la materia che lo innerva è di prima classe, quella sì.

Barolo Fossati 2006 – Dosio (comune di La Morra)

Morbido, “fasciato” dal rovere, suadente, polposo, accomodante, senza ulteriori cambi di passo.

Barolo Riserva Bussia 2006 – Fenocchio Giacomo (comune di Monforte d’Alba)

Struggente, finissimo, delizioso e come scolpito nel sale. Bello lo scheletro minerale, ottime la proporzione e la progressione. Gran bel vino.

Barolo Cerretta 2006 – Ettore Germano (comune di Serralunga d’Alba)

Un po’ ingombrante per robustezza e temperamento alcolico ma al tempo stesso espressivo, avvolgente, carnoso, figlio legittimo delle argille del Cerretta.

Barolo Riserva Lazzarito 2006 – Ettore Germano (comune di Serralunga d’Alba)

Complesso, tonico, pervasivo, più teso ed elegante del Cerretta pari annata. In lui un’anima bella, il sale e la nudità. Ai massimi livelli.

Barolo Riserva Arione dell’Ulivo 2006 – Gigi Rosso (comune di Serralunga d’Alba)

Buona sensazione agrumata a commento di un gusto rotondo, ricco, fruttato, vivo, interessante.

Barolo Riserva Cerequio 2006 – Michele Chiarlo (comune di La Morra)

Balsamico ma anche liquirizioso, l’introversione tipica del cru incrocia qui una dinamica un po’ allentata.

Barolo Brunate 2006 – Oddero Poderi e Cantine (comune di La Morra)

Melodiosa dolcezza di frutto, densità bilanciata, garbo, flessuosità, eleganza e compiutezza. Che bel vino!

Barolo Riserva San Bernardo 2006 – Palladino (comune di Serralunga d’Alba)

Aperto, invitante, arioso, saldo, dinamico: una scheggia di vitalità e progressione. Bello bello.

Barolo Meriame 2006 – Paolo Manzone (comune di Serralunga d’Alba)

Un pizzico di surmaturazione nelle trame del frutto, provvidenzialmente controbilanciato da un grip gustativo di matrice salina. A corrente alternata.

Barolo Bussia Dardi le Rose 2006 – Poderi Colla (comune di Monforte d’Alba)

Dolcezza di frutto, vivacità, quadratura, nettezza, morbida e confortante levigatezza. Non la piena complessità.

Barolo nei Cannubi 2006 – Poderi Luigi Einaudi (comune di Barolo)

Bel mix di austerità e carattere in un vino dichiaratamente espressivo, che con il tempo ha risolto le giovanili diatribe in materia di integrazione fra rovere, tannini ed acidità. Bel gusto, sapido e succoso.

Barolo Le Brunate 2006 – Francesco Rinaldi e Figli (comune di Barolo/La Morra)

Un po’ di evoluzione nelle trame, fascino antico, qualcosa che si corruga e si comprime. Ha un po’ perso la proverbiale sua scioltezza.

Barolo Riserva Pernanno 2006  – Sobrero (comune di Castiglione Falletto)

Ombroso, robusto, tenace, di liquirizia e sale. L’anima fresca e introspettiva del cru si riflette in un contesto espressivo di buone solidità e tensione.

Barolo Cerretta 2006 – G.D. Vajra Luigi Baudana (comune di Serralunga d’Alba)

Polposo, ricco, di medio vigore. Più avvolgente che articolato, possiede un’indole paciosa e rilassata, di misurata gradevolezza.

HORS COMMUNES

Langhe Nebbiolo 2006 – Mossio (comune di Rodello)

Corposo e determinato, spinge e sbuffa, lasciando emergere la sua indole verace. Non di sfumature e sottigliezze vive, ché è un rosso paysan, compagnone e poco flessuoso, ma la simpatia è tutta dalla sua parte.

Rocche di MonteuROERO 2006

Roero Monfriggio 2006 – Chiesa Carlo (zona Santo Stefano Roero)

Sottile, dai riflessi agrumati, apparentemente fragile e ossuto, in realtà timido e delicato come sua natura vuole. In equilibrio stabile però.

Roero Valmaggiore 2006 – Cascina Chicco (zona Vezza d’Alba)

Legnetto infiltrante, gusto affilato, balsamico e un po’ vegetale. Media complessità per un profilo tipico ed affusolato.

Roero Braja 2006 – Deltetto (zona Santo Stefano Roero)

Non una tensione trascinante ma il gusto è equilibrato, gradevole, classico negli accenti nebbioleschi e “sabbioso” nella tattilità. Un po’ indolente ma sincero.

Roero Riserva Sudisfà 2006 – Angelo Negro e Figli (zone Monteu Roero/Canale)

Buon dettaglio aromatico, buona complessità, bel sale. Silhouette proporzionata e gusto accordato, senza incupimenti. Il miglior Roero 2006 di oggi.

Roero Riserva Trinità 2006 – Malvirà (zona Canale)

Sapido, succoso, legno che asciuga ma qui hai un carattere e una solidità d’impianto superiori rispetto agli altri Roero assaggiati. Apprezzabile la tensione, peccato per quel rovere impiccione!

Roero Torretta 2006 – Marco Porello (zona Canale)

Pirite e menta, dolcezza di frutto piacevole ed accomodante, gusto morbido senza che scada in mollezza. Non lo scatto d’orgoglio che fa la differenza.

 

 

 

 

 

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