La nuova Cantina Lunae: il salto nel futuro della famiglia Bosoni

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Quando arriva finalmente il momento in cui Diego Bosoni, che insieme alla sorella Debora rappresenta la nuova generazione di Cantine Lunae, si mette davanti all’ingresso della nuova cantina, il suo volto si dipinge del sorriso di un bambino felice: il lavoro di oltre dieci anni sta per essere svelato. E la foto che lo ritrae in ombra esprime forse meglio di tante parole il concetto che la vera protagonista della giornata è quella che si scorge dietro. È la nuova cantina che sta per essere presentata con il giusto orgoglio, perché costituisce e simboleggia il nuovo grande salto nel futuro della famiglia Bosoni.

Oltrepassiamo la soglia e ci accorgiamo subito che, oltre alla cura del dettaglio, c’è forte la voglia di raccontare le caratteristiche del proprio territorio mediante simboli e richiami. Un viale attraversa filari di viti con le uve che rappresentano l’identità dei viticoltori, e termina in uno spazio che evoca l’anfiteatro di Luni, originariamente di tre piani e settemila persone di capienza e simbolo della importante città che i romani fondarono nel 177AC dopo aver domato il terribile popolo ligure a prezzo di sanguinose sconfitte, e che nonostante sia stato in parte “smontato” quando la città venne dichiarata “Rex nullius” esercita ancora un grandissimo fascino. Viti vigorose incastonate nel muro ricordano i muretti a secco frequentissimi in una regione stretta fra mare e montagne, e indicano la strada verso un percorso sotterraneo che porta nella pancia della cantina.

Accompagnati dalla riproduzione dei suoni della campagna e dei volti di chi la coltiva, finalmente entriamo in questa “creatura” fortemente voluta nel momento il padre Paolo e figli, si sono chiesti se continuare con la dimensione famigliare della casa-cantina o tirare una riga e creare uno spazio nuovo, fatto non per essere esibito ma per consentire un lavoro migliore, più preciso, puntuale, per permettere sperimentazioni e maggior consapevolezza. Niente archistar in azione ma il designer Andrea Del Sere e uno studio tecnico specializzato in cantine. Lo stile architettonico è moderno e discreto, perché l’edificio è in parte interrato, non completamente per non interferire con le importantissime falde acquifere. Si arriva al luogo dedicato all’affinamento in vetro in cui spiccano le bottiglie del metodo classico Cuvée Lunae. È poi suggestiva la prospettiva dei tini di acciaio, fondamentali per chi produce per due terzi vini bianchi; poi, i contenitori in legno da 20 e 30 ettolitri, e qualche barrique per l’affinamento del Cavagino. Naturalmente non manca la imponente linea di imbottigliamento (made in Italy).

Ci si sposta di poco e si arriva in quello che è il riassunto del mondo di Cantine Lunae: l’incantevole piccolo “borgo” di  Ca’ Lunae. Qui una deliziosa piazzetta è il baricentro attorno a cui sorgono un evocativo museo della viticoltura e dell’uomo che la rende possibile, che dedica una sala a ciascuna delle fasi della produzione del vino con tanto di pionieristiche diraspatrici, un locale adibito a ristorante, qualche appartamento, e un suggestivo liquorificio rilevato dalla fabbrica artigianale fondata da Anna Stoppa in cui vengono realizzati liquori squisiti a base di rosa, di foglie di pesco (il Persicheto, che sorprende con i suoi profumi di mandorle), di erba cedrina, di arancio, di pruno (arbusto che produce bacche nere ricchissime di tannino).

Siamo qui perché Paolo Bosoni è stato il creatore di un piccolo impero realizzando la svolta di una famiglia contadina da cinque generazioni e riuscendo a radunare qualcosa come 65 ettari in una regione difficile come la Liguria, e nel tempo ha raccolto un centinaio di vignaioli per seguirne la viticoltura e acquisirne le uve. La nuova generazione, costituita da Diego e Debora, è cresciuta fra botti e vasche del periodo eroico in cui si faceva tutto in casa e ora si sta sempre di più prendendo il suo spazio, compito non facile vista la forte personalità del padre e una inevitabile differenza di sensibilità. La superficie vitata di Lunae può essere divisa in tre famiglie: quella delle parcelle di pianura, di cui fa parte ad esempio il vigneto di ciliegiolo adiacente all’anfiteatro romano, quella delle parcelle pedemontane a 150 metri sul livello del mare cica, con una maggior presenza di scheletro (ossia di pietre) e poi quelle più alte a 300 metri sul livello del mare, collinari con presenza di minerale diversa, di tipo macigno, la cui l’ultima “chicca” è lo spettacolare nuovo vigneto terrazzato affacciato sul mare in cui sono state piantate le barbatelle che fra tre anni daranno uva degna dei vini top della cantina.

A proposito di vini,  la produzione di Cantine Lunae è ampia: naturalmente ci sono i Colli di Luni Vermentino nelle loro varie espressioni (l’Etichetta Bianca, l’Etichetta Grigia e l’Etichetta Nera, il Cavagino da vigneto singolo, e il Numero Chiuso, 2600 bottiglie tratte da due vigneti, e poi l’Albarola e al La Bianca, straordinariamente mentoso, da uve vermentino e malvasia. A seguire, il rosato Mea Rosa da vermentino nero e i rossi: il Ciliegiolo, il Vermentino Nero, il Niccolo V, merlot completato da pollera nera e sangiovese, e l’Auxo a base sangiovese, canaiolo e ciliegiolo, il Circus a base di albarossa, alicante, massareta e infine il metodo classico Cuvee Luna, e il passito da vermentino Nektar.

Infine, nella bella sala di degustazione affacciata sull’”anfiteatro” con lo sfondo di colline verdissime, arriva un percorso di degustazione a riassumere anni di lavoro e di progressi via via raggiunti.

Il Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera trae origine da vigneti collinari ventilati, con uno scheletro importante. L’annata 2021 si presenta con un  olfatto dai toni floreali, di macchia, di cedro; in bocca è di medio spessore, ed è succoso e saporito. L’annata  2019 ha bella persistenza olfattiva e si caratterizza per spiccate note minerali; anch’esso di medio corpo, ha grande freschezza e un bell’impatto aromatico che prelude ad un finale con un bel rilancio. La 2018 ha un naso delicato, e una beva rotonda, ancora fresca, ampia in un finale molto vivo.

Il Colli di Luni Vermentino Cavagino è il cru della produzione di Cantine Lunae: proviene da una singola, piccola vigna, è affinato per il 40% in barrique ed esce dopo tre anni dalla vendemmia. Il 2021 al naso è opulento e spazia dalla frutta gialla all’arancia candita con un sottofondo di leggeri toni mielati e burrosi. Il bocca è scorrevole e progressiva, potente, e una vena acida si insinua in un finale letteralmente travolgente.

Il Colli di Luni Vermentino Numero Chiuso affina 18 mesi in botte da 20 ettolitri, è prodotto nelle annate migliori in un numero rigorosamente “chiuso” di 2600 bottiglie. Il 2019 mostra un naso vivace di agrume fresco, e in bocca è denso e potente, con una acidità che rende la beva piccante. Il 2018 ha naso complesso, elegante e persistente; la beva è dinamica e il finale ha grande energia. Il 2017 (annata minore) mostra colore giallo carico, note affumicate e maturità dei toni. In bocca affiorano toni boisé del rovere e un po’ d’alcol. Aromaticamente regala comunque belle sensazioni. Il 2015 è ampio, pungente, fresco al naso; sfoggia una beva nervosa e dinamica che esprime frutta gialla e miele, e il finale è all’insegna della leggerezza sul palato. Infine, il 2011 in cui il rovere ha influito nell’evoluzione diventando protagonista a scapito delle componente acida.

 

Riccardo Farchioni

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