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Anteprima Trasimeno: vitigni, vini e persone da ricordare

Si è svolta il 29 e 30 maggio scorso la prima edizione di Anteprima Trasimeno, la manifestazione  che ha lo scopo di promuovere i vini e il territorio del Trasimeno facendoli conoscere alla stampa specializzata attraverso una serie di eventi e degustazioni.  La due giorni, organizzata dal Consorzio Vini del Trasimeno, il cui presidente è Emanuele Bizzi, direttore di Cantina Pucciarella, si è snodata tra scoperta del territorio e degustazioni, masterclass e incontri con i produttori, per consentire agli intervenuti di toccare con mano la realtà e il valore del territorio e dei suoi prodotti. Parliamo di prodotti e non solo di vino, perché il programma ha consentito l’incontro con realtà produttive e tipicità locali a tutto tondo: dalle bellezze storico-artistiche, alle specialità culinarie, alle perle enogastronomiche.

La zona di produzione della DOC Trasimeno comprende per intero i comuni di Castiglione del Lago, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno e Tuoro sul Trasimeno, e parte dei comuni di Città della Pieve,
Corciano, Perugia e Piegaro. L’area è quella attorno al lago Trasimeno, da cui la DOC prende il nome, in provincia di Perugia, dove la coltivazione della vite ha una lunga storia. Luogo della battaglia del 217 a.C. tra i Romani e i Cartaginesi di Annibale, questa parte di territorio umbro è stata per molto tempo abitata dal popolo etrusco. È infatti a questa popolazione che si può risalire cercando le origini della viticoltura di queste zone. La conformazione delle colline, la ridotta superficie pianeggiante, e soprattutto la presenza del lago, hanno dato vita a un terroir che rende l’area del Trasimeno particolarmente vocata alla coltivazione della vite e dell’olivo.

Il Consorzio

Nel gennaio 1997, per volontà di alcune delle maggiori aziende della zona di produzione del vino DOC, nasce il Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno. Il simbolo inizialmente scelto riproduce il particolare di una tela del Perugino e richiama uno scorcio del lago con il suo affascinante paesaggio. Nel 2017 però, il Consorzio si rinnova e diventa Trasimeno Consorzio Tutela Vini, modificando anche la propria immagine: il nuovo logo
rappresenta il cuore blu del Trasimeno, circondato dalle verdi colline umbre.

Le cantine socie del Consorzio sono attualmente quindici: Berioli, Carlo e Marco Carini, Castello di Magione, Coldibetto, Duca della Corgna, Il Poggio, La Querciolana, Madrevite, Montemelino, Cantina Nofrini, Podere Marella, Poggio Santa Maria, Pucciarella, Terre del Carpine e Viandante del Cielo. L’attuale presidente è Emanuele Bizzi, direttore dell’azienda vinicola Pucciarella; gli ettari vitati degli aderenti al consorzio sono circa 270 e si producono i media 110.000 bottiglie l’anno.

Il Gamay del Trasimeno

Il Gamay è un vitigno a bacca rossa introdotto nella zona del Trasimeno già a partire dal XVI secolo, nel periodo di dominazione spagnola dell’Italia centro-meridionale, conseguente alla pace di Chateau-Chambrésis del 1559. Il matrimonio tra il Duca  ìFulvio Alessandro delle Corgna e la Marchesa Eleonora de Mendoza suggella l’influenza spagnola nella zona, che durerà fino al passaggio di queste terre sotto il dominio papale.

Quando si parla di  Trasimeno Gamay si parla fondamentalmente di Grenache , altrimenti detto Alicante in Toscana o Cannonau in Sardegna, che ha trovato intorno al Lago Trasimeno una sua vocazione e una nuova denominazione legata alla tradizione locale. Coltivato in passato ad alberello , tecnica derivata dal sud della Francia, si pensa che il nome derivi da questa associazione tipo di coltivazione/vitigno. Del Trasimeno Gamay si può dire che ad oggi sia una produzione piuttosto limitata ma, grazie alla riscoperta di questo vitigno e alla sua valorizzazione da parte del Consorzio, si prevede un deciso incremento che sarà valutabile nei prossimi anni. Attualmente la superficie coltivata a Trasimeno Gamay è di 30 ettari.

La manifestazione a cui abbiamo partecipato si incentrava proprio sulla valorizzazione del Trasimeno Gamay, individuato come vitigno simbolo del nuovo corso del Consorzio e delle viticoltura della zona.  Ma prima di parlare della Masterclass sul Gamay tenuta da Jacopo Cossater (Intravino), è d’obbligo parlare dell’accoglienza riservata ai convenuti dall’organizzazione: abbiamo così avuto l’occasione di incrociare la gastronomia e la cucina locale grazie alle occasioni conviviali presso il Ristorante La Cantina, che centrando i sui piatti sulla cucina deo luoghi e in particolare sul pesce di lago, ci ha fornito una bella esperienza culinaria nelle tre occasioni in cui siamo stati suoi ospiti. Ma anche la parte culturale non è stata tralasciata, con la visita al Palazzo Della Corgna e le danze storiche eseguite dal locale gruppo storico con abiti che riproducono fedelmente quelli dell’epoca, ispirati agli affreschi delle sale del palazzo. Interessante anche la visita della rocca con la sua storia e la vista mozzafiato sull’intero lago Trasimeno.

Le due masterclass proposte erano incentrate sui rosé prodotti nella zona e come già accennato al Trasimeno Gamay.

La prima masterclass, guidata da AIS Umbria, ha proposto una serie di vini figli del momento e della oggettiva richiesta del mercato di avere in catalogo questa tipologia. Con questo non vogliamo dire che alcuni di essi non fossero ben fatti o non esprimessero una propria personalità, ma si faticava a coglierne il filo conduttore e l’orizzonte evolutivo. I vini proposti erano i seguenti:

MONTEMELINO Ciliegio Umbria rosato IGT Ciliegiolo 2021
IL POGGIO Es…senza Umbria rosato IGT Sangiovese e Pinot Nero 2021
CARINI Le Cupe Umbria rosato IGT Trasimeno Gamay 2021
LA QUERCIOLANA Rosè di Boldrino Umbria rosato IGT Trasimeno Gamay e Sangiovese 2020
MADREVITE La Bisbetica rosè Umbria rosato IGT Trasimeno Gamay 2021
PUCCIARELLA Pucciarella Rosè Trasimeno Spumante Metodo Classico Rosè DOC Pinot Nero 2020
DUCA DELLA CORGNA Martavello Umbria rosato IGT Trasimeno Gamay 2021

Come vediamo anche dalle tipologie e dai vitigni, ogni azienda ha percorso un proprio itinerario stilistico e varietale per la produzione di questi vini, con risultati alle volte problematici. Se il Pucciarella Rosé si attesta su una linea stilistica tradizionale per un metodo classico, basandosi sul Pinot noir, il Montemelino tenta la via del Ciliegiolo e altri, come Madrevite, Carini e Duca della Corgnia (la locale cantina Cooperativa), sposano l’idea del Gamay come vitigno adatto a dare vini rosati moderni.
I risultati sono a volte qualitativamente  pprezzabili (Rosé  Metodo Classico di PucciarellaRosé di Boldrino di Querciolana, Le Cupe di Carini), mentre in altri casi si sconta una certa approssimazione o imprecisione, legate anche alle poche annate prodotte di questa tipologia.

Nella seconda masterclass il protagonista indiscusso è stato il Trasimeno Gamay, che è stato declinato secondo differenti “tonalità” espressive, ma sempre con una attenzione al vitigno che, in alcuni casi,  ha rivelato uno stile comune e un profilo aromatico condiviso. Questo riteniamo sia un passaggio importante per la caratterizzazione dei Trasimeno Gamay, che  può aprire la strada a una comune identificazione.

I vini in degustazione erano i seguenti:

Cantina Nome Vino Denominazione Vitigno Annata
CANTINA NOFRINI Rosso Principe Trasimeno Gamay DOC Trasimeno Gamay 2020
IL POGGIO Legamè Trasimeno Gamay DOC Trasimeno Gamay 2019
COLDIBETTO E-trusco Trasimeno Gamay DOC Trasimeno Gamay 2018
LA QUERCIOLANA Camporso Trasimeno Gamay Riserva DOC Trasimeno Gamay 2019
MADREVITE C’OSA Trasimeno Gamay Riserva DOC Trasimeno Gamay 2019
PUCCIARELLA Trasimeno Gamay Pucciarella Trasimeno Gamay DOC Trasimeno Gamay 2020
DUCA DELLA CORGNA Poggio Petroso Trasimeno Gamay Riserva DOC Trasimeno Gamay 2018

In questo caso, se pur le quantità imbottigliate sono per ora modeste, in molti vini si nota un particolare rispetto del vitigno che solo in un caso è apparso sovrastato dalla presenza eccessiva del legno. In particolare Pucciarella, con il suo Trasimeno Gamay 2020, coglie un particolare equilibrio tra freschezza e struttura. Così come Cantina Nofrini con  Rosso Principe 2020 e Duca della Corgnia con Poggio Pietroso 2018, che puntano più su corpo e struttura senza però perdere di vista la freschezza. Nel complesso comunque si ha l’impressione che qui si sia imboccata la strada giusta per la ricerca di una identità in grado di affrontare i mercati internazionali.

Nella sezione Desk delle aziende, dove era possibile incontrare direttamente i produttori, abbiamo assaggiato anche alcuni bianchi. In questo caso da notare alcuni Chardonnay , Grechetto e Trebbiano Spoletino di pregevole fattura, (Pucciarella Arsiccio Chardonnay 2020,  Carini Rile  2021, Madrevite Re Minore 2020). Per i rossi “non Trasimeno Gamay” da segnalare La Querciolana con il suo Grifo di Boldrino 2016 (blend di sangiovese, fabernet franc e sauvignon, merlot) e Cantina Nofrini con il Monte Ruffiano 2018.

Nel complesso una due giorni dedicata a una realtà in crescita, con ampie possibilità di miglioramento e con un patrimonio enogastronomico da valorizzare ulteriormente, non ultimi gli oli e i salumi, che hanno accompagnato le cene e i brunch offerti dal Consorzio.

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